Parlare del Conclave «è orribile»? Oppure Hollerich è ipocrita?
La Chiesa non si ferma alle persone. Le parole di Sodano l'11 febbraio 2013
Sulla stampa continuano ad apparire dichiarazioni discutibili da parte di coloro che possono essere definiti senza esitazione “uomini di Francesco”. Ciò che colpisce, ancora una volta, è la mancanza di consapevolezza da parte di queste persone riguardo alla percezione pubblica delle loro affermazioni, che spesso risultano inopportune e persino ridicole. Il cardinale Jean-Claude Hollerich S.I. ha recentemente definito come una “cosa orribile” le riflessioni espresse da alcuni cardinali e altri esponenti ecclesiastici in merito al prossimo Conclave.
Queste dichiarazioni ricordano quelle rilasciate in passato da membri del noto “gruppo di San Gallo”, di cui parlò anche il cardinale Godfried Danneels nel suo libro, poco prima della scomparsa di Giovanni Paolo II. Sorge spontanea una domanda: perché tali affermazioni vengono fatte con tale disinvoltura, se non addirittura con una certa malizia? Discutere del Conclave in modo serio – e non in termini sensazionalistici come avviene sulla stampa – è una conseguenza naturale, perché la Chiesa prosegue il suo cammino. In passato si diceva: “Morto un Papa, se ne fa un altro”. Un’espressione che può apparire cruda, ma che riflette una realtà ecclesiale consolidata. È naturale provare dispiacere dal punto di vista umano per la morte di una persona, ma questa è una verità che non si può ignorare. Anche tra i cristiani sembra essersi affievolita la consapevolezza del significato della morte e della sua accettazione nella fede.